CONSULENZA MANAGERIALE

«Se un progetto può andare male, lo farà» (1° legge di Murphy)

Noi di 5PM Advisory abbiamo conseguito una o più certificazioni professionali internazionali di settore: PMP®, PRINCE2®, SMC®, PSM I®, DASM®.

Ma se si vuole sfatare la legge di Murphy, questi riconoscimenti, da soli, non bastano; occorre aggiungere quel valore che costituisce la vera garanzia di qualità per i Clienti:

 

una consolidata «seniority» e una lunga e profonda «esperienza» acquisita sul campo

Le metodologie

Noi di 5PM Advisory siamo sempre più consapevoli che le competenze nel Project Management possono aiutare i team a portare a termine i progetti in modo più efficiente ed efficace, utilizzando le principali metodologie esistenti e che meglio si adattano all’esigenza richiesta.

AGILE

Il modello Agile è un tipo di gestione snella dei progetti, diffusa fra i team di prodotto, ingegneria e sviluppo software.

I team credono nel miglioramento continuo, nella flessibilità al cambiamento, nei processi iterativi e nell’evoluzione incrementale.

L’approccio Agile si presta molto bene a gestire le fasi di rilascio incrementale di prodotti oppure in situazioni in cui non possono essere applicate tecniche di pianificazione e stima accurate perché non tutte le informazioni sono disponibili in fase di avvio.

WATERFALL

Nel modello Waterfall, le attività si susseguono secondo un approccio lineare: non appena un’attività viene completata, si può iniziare la successiva e così via.

Il modello a cascata comprende sei fasi:

  • Requisiti,
  • Analisi,
  • Progettazione,
  • Programmazione,
  • Collaudo e
  • Operazioni

L’approccio Waterfall si adatta meglio a progetti in cui i deliverable e l’ambito di applicazione sono fissi, a causa della limitata flessibilità rispetto ad altre metodologie di gestione dei progetti.

PRINCE

Nella metodologia di gestione dei progetti PRINCE2, i progetti sono suddivisi in sette processi:

  • Direzione del progetto,
  • Inizio del progetto,
  • Avvio del progetto,
  • Gestione dei limiti di fase, Controllo di una fase,
  • Gestione della consegna dei prodotti e
  • Chiusura del progetto

Prince2 si utilizza nella gestione dei progetti in ambienti complessi e poco flessibili.

CPM-PERT

Sono le prime metodologie di Project Management, sviluppate negli anni ’50.

Il CPM fornisce un algoritmo per determinare il percorso critico tra attività complesse e collegate tra di loro con intervalli di tempo definiti. Con questa metodologia, i team possono identificare le attività dipendenti che richiedono più tempo.

Il PERT aiuta i team a identificare il percorso critico quando la cronologia e l’intervallo di tempo sono sconosciuti. Nel PERT, il PM identifica tutte le attività che devono essere completate (non solo il percorso critico) in modo da determinare il tempo minimo per completare l’intero progetto

Il progetto

Nell’ambito della Consulenza Manageriale, in 5PM Advisory siamo estremamente attenti nel prevedere e considerare tutti gli aspetti legati alle fasi progettuali, a prescindere dalla metodologia o dallo strumento di gestione che si concorda di utilizzare

Obiettivi SMART

Ogni progetto deve avere un obiettivo preciso. Quando si definiscono gli obiettivi di progetto, usare il metodo SMART assicura di avere metriche e criteri chiari per misurare accuratamente la riuscita del progetto.

Piano del progetto

Un piano di progetto è un modello che include gli elementi chiave di cui il team si deve occupare per raggiungere con successo gli obiettivi del progetto.

Budget

La maggior parte dei progetti ha un budget che restringe e definisce quello che si deve realizzare.

Rischi del progetto

I rischi di progetto sono tutto ciò che potrebbe andare storto, come sforare il budget o non rispettare la data di scadenza. La gestione del rischio è il processo di identificazione dei rischi al fine di prevenirli prima dell’avvio, mediante la definizione di un registro dei rischi.

Ambito del progetto

Durante il processo di pianificazione, si deve definire l’ambito del progetto, ossia la portata, i limiti, il budget e gli obiettivi. Conoscere l’ambito del progetto può prevenire lo «scope creep» che si verifica quando i deliverable e il lavoro oltrepassano l’ambito del progetto.

Piano di gestione delle risorse

Un piano di gestione delle risorse aiuta a definire la distribuzione delle risorse del tuo team, quali la disponibilità dei dipendenti, gli strumenti tecnici o il budget. Creare un piano di gestione delle risorse per il tuo progetto aiuta a gestire e a programmare meglio le risorse del team in modo da ottimizzarne la disponibilità.

Parti interessate

Gli stakeholder del progetto sono tutte le persone coinvolte nel progetto. Possono essere membri di team interfunzionale o leader esecutivi.

Cronologia

La maggior parte dei progetti avrà una cronologia con una data di inizio e una di fine che indicano quando il lavoro verrà avviato e terminato.

Deliverable

I risultati finali sono attività, file o prodotti completati al termine del progetto. I risultati finali possono includere annunci pubblicitari per una campagna del brand o nuove funzionalità per il lancio di un prodotto.

Traguardi

I traguardi sono tappe chiave che indicano quando un gruppo di attività è stato completato o iniziato. A differenza dei deliverable, che rappresentano un prodotto o risultato, un traguardo è un momento nel tempo.

Dipendenze

Il progetto può anche avere delle dipendenze, ovvero attività che non si può iniziare fino a quando un’altra attività non è stata completata. Se il progetto ha molte dipendenze, utilizzare la vista in stile diagramma di Gantt per visualizzare il lavoro su una cronologia.

Stato Avanzamento Progetto (SAL)

Come project manager, si devono inviare resoconti sullo stato di avanzamento e sugli aggiornamenti di stato agli stakeholder del progetto. Un buon resoconto migliora la visibilità interfunzionale e la collaborazione.

Compassionate Leadership

È la capacità di portare se stessi, gli individui, i team e le organizzazioni a un livello superiore di prestazioni e benessere in modo sicuro e stimolante, in special modo quando si verificano tensioni.

 

In 5PM Advisory riteniamo che essere Leader Compassionevoli significa:

  • Avere una mentalità aperta
  • Saper bilanciare in modo equilibrato:
    • Energia maschile e femminile (sia che si tratti di un uomo o di una donna)
    • Tecnologia e umanità
    • Fare ed essere
    • Concretezza e spiritualità
    • Divertirsi e portare a termine le cose
  • Essere vulnerabili, che significa avere una fonte di forza per essere presente con qualcuno
  • Concentrarsi sullo sviluppo personale per elevare alla propria coscienza e a quella della propria organizzazione
  • Farsi incuriosire dalle differenze e offrire loro uno spazio sicuro per essere presenti

In un’era in cui assistiamo a una transizione dall’energia maschile dominante, la Leadership Compassionevole è un fattore di bilanciamento. Non si tratta di passare da un estremo (energia maschile dominante) a un altro (energia femminile dominante). Si tratta di bilanciare entrambe le energie. La parola “compassione” ha un’energia più femminile e la parola “leadership” un’energia più maschile. È insieme che rappresentano questo equilibrio.

La Leadership Compassionevole non sostituisce gli stili di leadership, ma aggiunge una nuova dimensione ad essi.

Principali tipi di tensione che si manifestano all’interno di un team
Tensione pratica o di processo

Ad esempio nessun accesso a Internet, riunioni che durano ore e consumano energia, ordini che vengono consegnati troppo tardi o progetti che vanno oltre il tempo e il budget.

Tensione personale

Ad esempio non sentirsi in grado di fare ciò che ci si aspetta, bassa autostima, resistenza al cambiamento, paura di fare presentazioni o stress perché gli obiettivi non vengono raggiunti (ad esempio un obiettivo di vendita o smettere di fumare).

Tensione interpersonale

Ad esempio non andare d’accordo con un collega, manager, cliente o fornitore; avere conflitti con loro o non sentirsi a proprio agio in loro compagnia.

Come una Leadership Compassionevole gestisce queste tensioni?
Creando uno spazio per la crescita personale
  • Rilasciare lo stress
  • Centrarsi su sé stessi
  • Comprendere ed affrontare il problema
Migliorando le relazioni interpersonali
  • Connettersi in modo significativo con sé stesso e gli altri
  • Vedere il problema da altre prospettive
  • Individuare le basi sicure
Indebolendo il potere derivante dalla «ruota per criceti»
  • Scoprire i sistemi di protezione
  • Trasformare le ferite/radici sottostanti
  • Godere della propria libertà

Servant Leadership

Nuovo paradigma manageriale nel quale il leader si condensa e si fa convivere nel duplice ruolo di guida e di servitore, congiungendoli in un’unica figura.

Stiamo assistendo ad un rapido cambiamento nella leadership di molte aziende e organizzazioni senza scopo di lucro, in tali contesti la Servant Leadership viene spesso introdotta per migliorare l’ambiente lavorativo.

Per noi di 5PM Advisory la Servant Leadership rappresenta un modo di essere in relazione con gli altri.

Essa cerca di coinvolgere gli altri nel processo decisionale, è fortemente basata sull’etica e promuove comportamenti premurosi atti a migliorare la crescita dei lavoratori migliorando al contempo l’organizzazione.

Alcune caratteristiche fondamentali del Servant Leader sono: saper ascoltare, provare empatia, essere consapevole, avere capacità persuasive, sapere concettualizzare, avere lungimiranza, sapere gestire le persone, impegnarsi a fondo.

Tali qualità permettono la crescita delle persone e la costruzione della comunità.

 

Le regole
ASCOLTO

Far sentire ogni componente della squadra accolto e capito, aiuterà a costruire quel legame solido e leale che serve per crescere

EMPATIA

Valutare i punti forti e il tallone d’Achille di ogni persona, comprendere cosa fa brillare il singolo e quali meccanismi mettere in moto per far sì che il team dia il meglio di sé

GUARIGIONE

La prima mossa è creare un ambiente di lavoro sano: uno spazio fisico e mentale che stimoli la guarigione, fondato su rispetto, collaborazione e meritocrazia

CONSAPEVOLEZZA

Un buon Servant Leader è colui che per primo si mette sotto una lente di ingrandimento, che prima di ogni altro si mette in discussione

PERSUASIONE

Creare consenso attorno al progetto, avere la capacità di comunicarlo, condividerlo e fare in modo che tutti i suoi collaboratori lo sentano proprio

CONCETTUALIZZAZIONE

Far sentire ogni componente della squadra accolto e capito, aiuterà a costruire quel legame solido e leale che serve per crescere

LUNGIMIRANZA

Il vero leader lungimirante sa imparare dal passato, ascoltare il presente e intuire le conseguenze future delle sue azioni

AMMINISTRAZIONE

Un buon Servant Leader deve dare il buon esempio, non chiedendo mai ad altri azioni, impegno o sacrifici che per primo non farebbe lui stesso

IMPEGNO PER LA CRESCITA

Un’azienda che prospera si impegna nel mettere a disposizione delle proprie persone tutto quello che serve per continuare a formarsi nel tempo

COSTRUIRE UNA COMUNITÀ

Per un Servant Leader è fondamentale pensare ai momenti di team building, dare spazio a tutto ciò che permette di relazionarsi con i colleghi senza dover parlare di lavoro

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